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Al Circolo degli Artisti, Ente Morale riconosciuto da Decreti Reali succedutisi dal 1857 sino a quello odierno della Giunta Regionale del Piemonte in data 3.5.1999 (DGR N.21 – 27209, ART. 14 DPR 616/77).

Questa Istituzione ha svolto un’attività rilevante nel Risorgimento Italiano, costruendo con il suo primo Presidente Massimo D’Azeglio ed i Soci Camillo Benso Conte di Cavour, Urbano Rattazzi e molti altri, la politica liberale del Regno Sardo.

Ad essa si è accompagnata la prestigiosa attività artistica e culturale dei pittori della “Tradizione pittorica Piemontese” nell’Ottocento e nel Novecento e ancora oggi il Circolo degli Artisti è tra le presenze culturali più importanti del Piemonte annoverando tra i suoi Soci anche letterati e musicisti insigni.

Il Circolo degli Artisti, nella sua sede storica di Palazzo Graneri della Roccia dal 1858, ha accumulato nei suoi 150 anni di attività, Collezioni, Biblioteca e Archivi, di grande prestigio storico-artistico, Patrimonio tutto sottoposto alla tutela delle Soprintendenze.

E’ quindi titolo d’onore della Città di Torino e di tutti i visitatori di questo sito, conoscere e far conoscere una storia unica e irripetibile che ha accompagnato la Storia di questa Città, capoluogo di una Regione che è stata protagonista della Storia d’Italia e punto di riferimento culturale ancora oggi, nel più ampio contesto storico dell’Europa unita.
Avv. Antonio Forchino
(Presidente del Circolo degli Artisti dal 1999 al 2005)





PALAZZO GRANERI DELLA ROCCIA – VIA BOGINO 9-TORINO.

Il palazzo, opera di fine Seicento dell’architetto Gianfrancesco Baroncelli, che lo ha costruito su committenza dell’abate Graneri, utilizzando la famosa “pietra di Gassino” impiegata anche nella Galleria che congiungeva Palazzo Madama con il Palazzo Reale, non è solo uno dei palazzi torinesi più insigni del c.d. “Barocco Piemontese”, di importanza non solo artistica, ma anche dinastico-diplomatica, tale che potrebbe essere annoverato a buon diritto nel circuito delle c.d. “Dimore Sabaude”. Non a caso, infatti, il Conte Camillo Benso di Cavour volle che si celebrasse in quel palazzo, con il fidanzamento della Principessa Clotilde con il Principe Gerolamo Buonaparte l’alleanza di Casa Savoia con l’Imperatore Napoleone III. E nel 1706 dopo la liberazione di Torino dall’assedio, dopo il “Te Deum in Duomo”, il Duca Vittorio Amedeo II volle che si tenesse a Palazzo Graneri la “Cena della Vittoria” con l’alleato imperiale Principe Eugenio di Savoia Soissons ei rispettivi seguiti, la sera del 7 settembre 1706, avvenimento che fu immortalato dal celebre verso di Giosué Carducci “…di fumo, polve e di vittoria allegri”

Testo a cura di A. Forchino (2002)

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