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NOTE E CARATTERISTICHE DEL PATRIMONIO STORICO-ARTISTICO DEL CIRCOLO DEGLI ARTISTI.

Nella collezione dei quadri si possono distinguere alcuni “gruppi” di opere di eccezionale interesse artistico.

LA TAMPA
La ‘Tampa’, locale tipico del Circolo degli Artisti, al II livello, nel quale si svolgono ancora le riunioni conviviali dei soci, ha una tradizione di ospiti illustri. Sono stati presenti recentemente l’attore Giorgio Albertazzi, il critico Vittorio Sgarbi e il flauto solista dei Wiener Philarmoniker M° Meinhart Niedermayr. Mentre, in passato, nella Tampa furono ospitati Francesco Tommaso Marinetti, Cesare Pascarella e numerosi altri illustri personaggi della Cultura e dell’Arte. La Tampa è ornata da una collezione che è un ‘Quid unicum’ della storia della pittura piemontese: si tratta dei 145 ritratti e autoritratti che, in oltre 140 anni di vita del Circolo, i pittori più famosi di tale tradizione fecero di se stessi e dei loro colleghi. Gli artisti trasformarono, inoltre, tutto questo locale con gli infissi collocati sulla parete del camino, con allegre tempere di Felice Vellan che celebrano i fasti di queste riunioni che nei menù conservati nell’archivio storico del Circolo testimoniano l’elevata capacità gastronomica dei soci che intitolavano con molta solennità le loro serate d’arte e di convivialità anche con la denominazione: ‘Le Gastrike del Circolo degli Artisti’.


SALA DELLA PITTURA – GLI OVALI
Nella “Sala della Pittura” al piano nobile è collocata la “Collezione degli Ovali”: si tratta di 18 quadri di uguale formato ovale, che raffigurano i volti dei più grandi pittori della tradizione italiana, da Michelangelo a Leonardo da Vinci, da Raffaello a Paolo Veronese. Questi ritratti sono la più antica testimonianza dell’attività artistica dei soci del Circolo degli Artisti. Il ritratto del pittore Giulio Romano, eseguito da Carlo Arienti, pittore di S.M. il re Carlo Alberto, nel 1857, risale infatti al periodo anteriore all’entrata del Circolo degli Artisti in Palazzo Graneri.


SALA CAVOUR E GALLERIA
Altre opere importanti della collezione del Circolo degli Artisti sono il quadro di Vittorio Avondo dal titolo “Don Abbondio con il cappello rosso” che è considerato come uno dei capolavori indiscussi della pittura piemontese e non solo, dell’Ottocento. Segnaliamo anche il busto in marmo del Conte Benso di Cavour del 1861, collocato nella sala a Lui dedicata, eseguito dal socio del Circolo, lo scultore Giuseppe Dini, famoso anche per aver eseguito sulla piazza omonima di Asti il monumento ad un altro grande personaggio piemontese: Vittorio Alfieri. La statua della Diana Cacciatrice, che rappresenta la principessa Maria Adelaide di Savoia, duchessa di Borgogna, per aver sposato il nipote del Delfino di Francia:è una copia in gesso, settecentesca, della scultura in marmo, esistente al Louvre scolpita da Antoine Coysevox (1640-1720). Essa fu acquistata a Parigi dal pittore Giacomo Grosso nel 1911 e portata a Torino per la grande esposizione del Cinquantenario dell’Unità d’Italia, mentre sino al 1990, prima dell’ultimo restauro del Palazzo Graneri della Roccia, era collocata nell’androne di esso alla base del grande scalone d’onore, tramite il quale si accede al piano nobile occupato dal Circolo degli Artisti e la statua si trova ora al centro della Galleria aperta nel 1860 dal Circolo degli Artisti, accanto al "cavalletto di pittura" che il pittore Giacomo Grosso si fece costruire a Parigi sul modello di quello posseduto dal pittore Courbet.

LA BIBLIOTECA
La biblioteca del Circolo degli Artisti di oltre 9000 volumi, tutti inventariati e consultabili non solo dai soci ma anche dal pubblico, è particolarmente importante per i periodici illustrati e non, dell’arte europea dell’Ottocento ed è contrassegnata da una data storica: nel 1874 il Circolo degli Artisti si fuse con l’Associazione Agraria Piemontese, fondata nel 1843 dal Conte Camillo Benso di Cavour ed altri illustri personaggi liberali piemontesi. La biblioteca di questa Associazione confluì nella biblioteca del Circolo degli Artisti e, nonostante le vicissitudini del tempo, in sede di inventario sono stati ancora individuati circa 900 libri appartenenti a tale associazione, che si identificò dal 1843 al 1847 con il periodo delle “Riforme” realizzate da S. M. il re Carlo Alberto negli anni che precedettero la concessione dello Statuto.

LA COLLEZIONE DI FOTOGRAFIE DEL "NOVECENTO"
Tra le collezioni d’arte del Circolo degli Artisti un posto di rilevante importanza ha l’Archivio Fotografico, che documenta l’attività artistica dei grandi fotografi torinesi dal 1930 al 1950. Torino, per il tramite del Circolo degli Artisti, fu nel secolo scorso, all’avanguardia mondiale nella diffusione di questo mezzo di espressione artistica. Nel 1899 fu fondata a Torino la Società Subalpina di Fotografia e dal 1925 al 1937 fu Presidente di questa istituzione il fotografo di fama mondiale Cesare Schiaparelli, che era allora anche vice presidente del Circolo degli Artisti. Durante quel periodo, e poi anche oltre, la collaborazione tra i due sodalizi (che a tutt’oggi continua), consentì di realizzare presso il Circolo degli Artisti mostre nazionali ed internazionali di fotografia tra le quali ricordiamo in particolare il quinto salone di fotografia artistica per dilettanti nel 1937, la sesta mostra biennale di fotografia artistica nel ’39 con la partecipazione di ben 27 nazioni, nel Dopoguerra la mostra celebrativa del cinquantenario della Società Fotografica Subalpina nel 1949 e la settima Mostra Biennale Internazionale di Fotografia Artistica nel 1950.
Nel 1936 fu creata anche presso il Circolo degli Artisti una “Sezione Fotografi Artisti” della quale facevano parte Domenico Peretti-Griva, Riccardo Moncalvo, ancora vivente, Mario Roccavilla, Italo Mario Angeloni, Emilio Fecia di Cossato e il più grande di tutti, Italo Bergoglio.
Un numero ingente delle fotografie originali di questa “Sezione di fotografie” nonché dei fotografi che parteciparono alle esposizioni sopra citate, costituiscono l’archivio fotografico del Circolo degli Artisti che è oggi oggetto di studio storico-scientifico in questi anni di “Renaissance” della fotografia d’arte (Vedi più oltre la voce: ATTIVITA’ DEL CIRCOLO).

Testo a cura di A. Forchino (2002)

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